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Cosa sono le geishe giapponesi? Dal Passato ai Giorni D'oggi

Cosa sono le geishe giapponesi? Dal Passato ai Giorni D’oggi

Misteriose e attraenti, invariabilmente ben curate e ben vestite, con kimono di seta e acconciature incredibili: le geishe giapponesi non smettono mai d’incantare il mondo occidentale.

Vengono paragonate con numerose professionisti: con toastmaster, con ragazze dei servizi di scorta, e talvolta semplicemente con donne di facile virtù.

La realtà è che ancora oggi il loro ruolo nella cultura giapponese è coperto da un velo di mistero, soprattutto per coloro che non conoscono bene la storia del Paese del Sol Levante.

Proprio per loro, ma anche per tutti quelli che vorrebbero saperne di più su queste affascinanti figure, cerchiamo di chiarire la questione.


Geishe giapponesi? Ecco chi sono

La storia della geisha, intesa come figura, risale al XVII secolo, quando i primi rappresentanti di questa professione apparvero nelle città di Kyoto, Osaka e Tokyo: inizialmente, il ruolo della geisha era, sorprendentemente, riservato agli uomini.

Molto spesso si trattava di artisti del tradizionale teatro Kabuki giapponese, che si travestivano da buffoni e intrattenevano i clienti.

E anche se alcune persone non riescono proprio ad accettare questo fatto iniziando a protestare, la realtà non può essere negata: si tratta di un fatto storico.

Solo oggi la figura della geisha è intesa come una figura femminile e le geishe maschili hanno (quasi) smesso di esistere.

Questo è il motivo per cui la parola “geisha”, composta da due caratteri in giapponese, si traduce letteralmente come “uomo d’arte”: non “donna d’arte”.

Ovviamente, le geishe hanno uno stretto legame con i rappresentanti dell’antica professione, ma inizialmente non furono la stessa cosa e non lo sono nemmeno oggi. Le geishe e le prostitute sono due cose differenti, come scopriremo in seguito.

Attualmente la Geisha (芸 者) (o “geiko” (芸 子) nel dialetto di Kyoto) è una donna che intrattiene i suoi clienti con chiacchiere, balli oppure suonando uno strumento musicale.

Le geishe professionali sono spesso invitate a banchetti di gala, cene e altri eventi, dove la loro presenza contribuisce a creare un’atmosfera di relax e comfort.

acconciatura delle geishe

Le geishe possono essere delle donne di una certa età oppure quelle giovani, ma generalmente vengono preferite quelle con dell’esperienza alle spalle, anche se molto dipende dai gusti.

Si può essere delle geishe con una grande esperienza oppure no.

Oggi, inoltre, hanno una notevole libertà: possono partecipare solo a determinati eventi oppure scegliere di presenziare a tutti.

Sono delle libere professioniste che decidono da sole i propri limiti, cosa fare o non fare e così via (ma il sesso con i clienti è vietato).

Certamente, si tratta comunque di figure estremamente legate alla tradizione giapponese.

La prima geisha femminile è considerata Kasen di Yoshiwara.

Nel 1761 interruppe il suo lavoro di prostituta, pagò i suoi debiti e divenne ufficialmente una geisha.

Allo stesso tempo, una divisione di geishe apparve nei locali molto visitati.

Si trattava delle cosiddette “geishe bianche”, riconosciute per i loro talenti artistici.

Da non dimenticarsi di quelle che andavano a letto con i clienti, venivano chiamate “geishe ribaltanti”.

Un po’ più tardi venne vietato alle geishe di prostituirsi, ma molte hanno continuato a guadagnare in questo modo.

Avevano moltissimi clienti, anche perché il sesso da loro è sempre stato considerato come una specie di arte.


Come si diventa delle geishe?

geishe e cerimonia del tè

Per diventare una geisha bisogna seguire una serie di step simili a quelli per una qualsiasi altra figura professionale.

Maiko è la prima fase della formazione di una geisha professionista.

Molto spesso il percorso per diventare una geisha è intrapreso dalle ragazze dai 15 anni in su: loro dovranno dedicare i prossimi anni allo studio del galateo giapponese e delle abilità di comunicazione sociale, oltre a imparare come intrattenere adeguatamente gli ospiti: padroneggiare i ventagli, partecipare alla cerimonia del tè, studiare l’arte dell’ikebana, imparare i balli tradizionali e suonare gli strumenti.

Dopo aver completato il corso, la maiko di maggior successo può essere addestrata per diventare una geisha.

Quindi non tutte le maiko diventano geishe, anche se alla fine dei conti questo dipende unicamente dal tempo che viene ritagliato allo studio.

Ci sono, ovviamente, anche numerose ragazze che decidono di abbandonare questo percorso per dedicarsi ad altro.

Nessuno viene costretto a seguire il percorso della geisha fino in fondo e si è sempre liberi di studiare per intraprendere un’altra professione.

Abbandonando questa professione, però, si deve tenere una festa di partenza.

Si tratta di una tradizione presa in prestito dalle geishe dai quartieri delle prostitute, dove una donna lascia la prostituzione quando paga i suoi debiti e diventa una donna libera.

Quando una geisha lascia la sua casa a causa della vecchiaia o del matrimonio oppure perché semplicemente non vuole più fare la geisha, invia a tutti i suoi insegnanti, amici e clienti un regalo sotto forma di una scatola di riso bollito.

Le ragazze che diventano delle geishe, però, difficilmente ritornano indietro.

Spesso sono comunque ben ripagate e godono di numerosi vantaggi.

Non hanno comunque alcuna restrizione e qualora lo volessero potrebbe dedicarsi allo studio di altre discipline.

A differenza di quanto si crede, nessuna ragazza viene obbligata a diventare una geisha.

Ci sono delle famiglie tradizionali in cui questo percorso potrebbe essere “consigliato”, ma non c’è mai alcun tipo di obbligo, limite oppure restrizione.

Okiya è la casa in cui vivono le apprendiste geisha, le geisha professionali e le maiko per la durata del contratto della geisha.

Essere ammesse a un’okiya è il primo passo per diventare una vera geisha.

Dopo sei mesi dall’essere ammesse a un’okiya, le ragazze sostengono un esame e si sottopongono a una sorta di cerimonia d’iniziazione chiamata “misedashi”.

Da allora ricevono ufficialmente il titolo di “maiko”, cioè studentesse di geisha. Inoltre, ogni maiko ha una sorella maggiore, una specie di mentore, che l’aiuta negli studi e a trovare clienti.

Il successo della futura geisha dipende dall’influenza della sorella maggiore.

Spesso questo ruolo viene svolto dalla geisha più anziana.

Per creare legami condizionali di parentela, si tiene una cerimonia speciale, che ha uno stretto legame con le tradizioni nuziali.

La sorella minore viene spesso paragonata alla sposa e la sorella maggiore allo sposo.

Per tutta la durata del contratto, l’okiya diventa l’unica casa per la geisha e la maiko: queste sviluppano un rapporto molto stretto, tanto da considerarsi spesso come parte di un’unica famiglia.

Ochaya è il luogo di lavoro di una geisha, una casa da tè.

Qui una geisha intrattiene i visitatori in uno stile tradizionale giapponese: socializzazione, drink, giochi classici, canto e musica.

Di norma, il cibo non viene preparato a Ochaya, ma si può ordinare il pranzo o la cena in un ristorante separatamente con la consegna.

Le geishe, difatti, non si occupano della cucina: quello, sia in passato che nell’attualità, è un compito che spettava agli esperti cuochi.

Le geishe continuano a studiare per tutta la vita.


Dove si può incontrare una geisha in Giappone?

Dove si può incontrare una geisha

Le geishe operano in molte città in tutto il Giappone, tra cui Tokyo e Kanazawa, ma Kyoto è stata il leader per quanto riguarda la presenza di queste donne per secoli.

Non a caso, la scuola di geishe di Kyoto viene considerata la più antica e prestigiosa.

A Kyoto ci sono 4 distretti principali (hanamachi) dove si trovano le case delle geishe (okiya) e gli stabilimenti in cui lavorano (ochaya):

Gion

L’area di Gion è l’area più grande e prestigiosa dove si incontrano le geishe.

È quasi impossibile arrivare a un Ochay a Gion: ci sono persone molto influenti e ricche, compresi gli stranieri, negli elenchi dei visitatori abituali.

Sfortunatamente, il pubblico in generale ha solo un’opportunità di vedere una geisha o una maiko a Gion: quando va o torna dal lavoro.

Inoltre ogni anno c’è una performance delle geishe di Gion chiamata “Miyako Odori” (che significa “Danza dei fiori di ciliegio”).

Lo spettacolo si svolge per tutto l’aprile al Teatro Gion Kobu Kaburenjo.

Miyagawacho

A Miyagavacho, sulle rive opposte del fiume Kamo, c’è un grande quartiere dei divertimenti.

Le principali attrazioni sono diversi stabilimenti di ochaya con geishe, così come il grande teatro Kabuki che a volte ospita spettacoli con la partecipazione di geishe.

Kamishitiken

Kamishitiken impiega circa 25 geishe e maiko, rinomati come musicisti di prima classe.

La selezione di case da tè è piuttosto ampia: circa 10 stabilimenti.

Pontocho

Pontocho è una strada stretta, lunga 600 metri, centro della vita notturna di Kyoto dal 712.

Le geishe della zona si esibiscono due volte all’anno al teatro Pontocho Kaburenjo con le danze Kamogawa Odori.


Errori occidentali nella visione delle geishe

nel quartiere delle geishe di Kyoto di Gion

Errori nella percezione dell’immagine di una geisha sorgono nella mente occidentale a causa di libri popolari, ma generalmente imprecisi, come Memoirs of a Geisha.

Quest’ultimo viene considerato come un testo fondamentale per la comprensione di questa figura e, ovviamente, porta a una percezione sbagliata delle geishe giapponesi.

In generale, il “rapporto” tra geisha e prostitute è piuttosto complicato.

Si ritiene che una geisha debba solo intrattenere gli ospiti: tenere banchetti e feste, incontrare gli ospiti nelle case da tè, coinvolgerli in conversazioni, suonare strumenti musicali e ballare e tenere cerimonie del tè.

Non è una prostituta, quindi: è un’artista.

Una geisha moderna può essere “ordinata” per accompagnare qualcuno a un banchetto o a teatro, ma la geisha ordinaria non fornisce servizi aggiuntivi.

Questo a volte è fatto dalle “onsen geisha”, ovvero dalle ragazze che mancano di abilità artistiche.

Una simile geisha è descritta nel famoso romanzo Il Paese delle Nevi di Yasunari Kawabata.

Inoltre, la geisha ufficiale potrebbe avere un “danna”.

Questo è una specie di protettore, spesso un amante, dal quale le geishe hanno figli.

Danna paga gli abiti della geisha, la aiuta a trovare clienti influenti, la accompagna.

A volte danna può essere solo un mecenate. In questo caso non c’è una relazione d’amore tra lui e la geisha.

Se proprio si vuole fare qualche paragone con il mondo occidentale, si può dire che le geishe siano solo delle accompagnatrici e delle artiste in una sola figura.

Non di più.

Una vera geisha da una yuja (donna che vende il corpo) può essere distinta anche in base al suo vestiario.

Il kimono di una geisha è legato dietro con un bel nodo complesso, che non può essere sciolto o annodato senza assistenza.

Le geishe indossano il trucco e il kimono anche con l’aiuto di persone appositamente formate e si fanno aiutare dalle maiko, le studentesse nella loro casa.

Le cortigiane si vestono più facilmente, i loro kimono sono legati con un semplice nodo sul davanti, che è facile da annodare e sciogliere più volte al giorno.

Inoltre, a seconda dello stato, differivano anche gli ornamenti nelle acconciature delle prostitute: un diverso numero di forcine per capelli con vari pendenti e pettini, mentre alle geishe era permesso indossare solo un semplice pettine e forcina.

Insomma, siamo noi occidentali a fare confusione e non saper distinguere una prostituta da una geisha, ma nel Giappone era tutto estremamente rigido e preciso.


Professione bella… ma morente

Anche a Kyoto, la tradizionale “città dei fiori”, il numero delle geishe diminuisce di anno in anno.

Negli anni ’20 c’erano 80mila geishe in tutto il Paese, ora non ce ne sono circa mille.

La maggior parte delle ragazze con i volti imbiancati, che camminano in kimono per le strade di Tokyo e persino nel quartiere delle geishe di Kyoto di Gion, sono normali comparse che fanno soldi con fotografie con turisti.

Spesso non sono neanche delle maiko.

Eppure ci sono ancora geishe maschi. Vivi. Due.

Uno di loro si chiama Eitaro, lavora in uno dei quartieri delle geishe di Tokyo.

Anche sua madre era una geisha, quindi il ragazzo ha assorbito l’aroma del “fiore” fin dall’infanzia e ha voluto seguire le sue orme.

Gli uomini geisha indossano un kimono femminile e si truccano come le donne.

E i loro obiettivi sono simili: intrattenere.

Chi, se non un uomo, dovrebbe conoscere la natura del sesso più forte?

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