I giardini giapponesi racchiudono tutto l’amore provato dalla popolazione nativa del Paese per la natura; riproduzioni in miniatura di paesaggi in grado di far riaffiorare sensazioni di pace e benessere tra piante, corsi d’acqua sormontati da ponti in pietra e legno e rocce.

Ripercorriamo, allora, la storia dei giardini giapponesi fino ai giorni nostri soffermandoci sulle peculiarità di ciascun periodo storico.


I giardini giapponesi: da ieri ai giorni nostri

I giardini giapponesi sbocciano per la prima volta sull’isola di Honshu ricalcandone il profilo fatto di cascate, ruscelli, laghi e cime vulcaniche.

I primi vengono realizzati, come riporta la letteratura giapponese, per scopi estetici, ricreativi e religiosi esaudendo così il desiderio di imperatori e nobili alla ricerca di un luogo dove tenere celebrazioni ufficiali, rituali e cerimonie del tè.

Ogni giardino si contraddistingue, però, per caratteristiche diverse strettamente correlate al periodo storico di appartenenza.

I giardini giapponesi del periodo Heian

giardino zen osaka

Il periodo Heian (794-1185) si contraddistingue per la presenza di tre diverse tipologie di giardini giapponesi che sorgono rispettivamente nei palazzi nobiliari della capitale, nelle ville in periferia e nei templi.

L’architettura dell’epoca prende spunto dallo stile cinese: case e giardini giacciono sull’asse nord-sud (residenze a settentrione, edifici cerimoniali e giardino a meridione) e questi ultimi vengono arricchiti con meravigliosi corsi d’acqua attraversati da ponti.

I giardini imperiali si distinguono, invece, per la presenza di un’ampia distesa di sabbia bianca o ghiaia destinata ad accogliere gli dei e ospitare cerimonie religiose e danze.

Sul finire del periodo Heian, nascono infine i ‘Giardini del Paradiso’ ideati da nobili desiderosi di affermare la propria indipendenza dalla famiglia imperiale.

I giardini giapponesi nei periodi Kamakura e Muromachi (1185-1573)

giardini giapponesi nei periodi Kamakura e Muromachi

Questi anni vengono ricordati per due guerre civili, distruzione di Kyoto e relativi giardini e governo imperiale di sola facciata.

Riprendono, inoltre, le relazioni con la Cina ed è proprio un sacerdote cinese a realizzare il primo giardino zen.

Il più celebre di questi è il Ryoan-ji (Kyoto), vero e proprio giardino secco (kara sansui) che si contraddistingue per sabbia bianca fine e quindici rocce di basalto di dimensioni variabili volte a rappresentare altrettante isole.

Il sito, composto da giardino e tempio, è considerato patrimonio mondiale Unesco.

I giardini giapponesi del periodo Momoyama (1568-1600)

giardini giapponesi del periodo Momoyama

Il periodo Momoyama si distingue per la continua lotta tra le famiglie feudali giapponesi e la nascita di castelli fortificati circondati da città e giardini.

Questi ultimi sono realizzati nei pressi della residenza principale e provvisti di corsi d’acqua (stagni o laghi) sormontati da trampolini e ponti in pietra naturale; sullo sfondo vi sono, invece, meravigliose spiagge di sassi.

I giardini giapponesi del periodo Edo (1615-1867)

Shishi odoshi
Shishi odoshi

Il periodo Edo è contrassegnato dalla nascita dello stile architettonico giapponese Sukiya-zukuri (‘costruire a seconda del gusto proprio’) la cui massima espressione è rappresentata dal giardino sito nella villa imperiale di Katsura a Kyoto.

Gli spazi verdi di natura rocciosa si aprono in modo tale da diventare un prolungamento dell’edificio (il visitatore si sente sempre al centro del giardino indipendentemente dal punto in cui si trova) e assumono due possibili conformazioni (giardini lungomare o rocciosi zen).

I giardini giapponesi contemporanei

I giardini giapponesi sorgono generalmente nei pressi di un edificio (casa, tempio, padiglione del tè) e si contraddistinguono per la fusione di elementi diversi tra loro.

  • Acqua sotto forma di ruscello, lago, cascata o ghiaia rastrellata; simboleggia la vita e deve, dunque, scorrere da est a ovest ricalcando il percorso quotidiano del sole.
  • Rocce isolate o in gruppo simbolo di pace e serenità.
  • Isole di dimensioni variabili in relazione alla metratura del giardino.
  • Paesaggi figurati che sfruttano le montagne circostanti.
  • Sabbia e ghiaia per accogliere gli spiriti.
  • Ponti in pietra e legno per attraversare i corsi d’acqua.
  • Alberi di diverso tipo nelle giuste proporzioni per conferire equilibrio al risultato finale. Nella stagione primaverile sono concesse alcune delicate fioriture di camelia, rododendro e azalea.
  • Siepi e muretti per abbracciare il giardino.
  • Ornamenti giapponesi di tipo diverso come lanterne (pergoda) e ciotole.

Tutti questi elementi si fondono, dunque, tra di loro per dare origine a meravigliosi spazi all’aperto di tipo diverso.

  • Tsubo-Niwa: piccoli giardini siti in cortili.
  • Roji: aree verdi di carattere rustico dove si tiene la cerimonia del tè giapponese.
  • Karesansui: giardini realizzati in roccia dove i corsi d’acqua sono sostituiti da candida sabbia; sono la location perfetta per la meditazione.
  • Kaiyu-shiki-teien: spazi verdi all’interno dei quali è possibile seguire un vero e proprio percorso tra paesaggi composti.

FAQ : Domande Frequenti


Quali sono i giardini giapponesi più belli da visitare?

Il Giappone vanta un lungo elenco di giardini meritevoli d’attenzione, ma i migliori si trovano a Okayama, Kanazawa e Mito.

Il primo viene realizzato intorno al 1700 e si contraddistingue per la convivenza perfetta tra elementi botanici della tradizione e componenti innovativi; passeggiando sull’erba si possono ammirare ponticelli, lanterne in pietra, palcoscenico per rappresentazioni teatrali e area destinata alla cerimonia del tè.

Il giardino di Kanazawa apre le porte al pubblico nel lontano 1871 e offre agli occhi un meraviglioso spettacolo tra alberi di ciliegio in fiore (stagione primaverile) e aceri rossi (stagione autunnale).

Il giardino di Mito viene invece realizzato nel 1842, copre una superficie di circa 7 ettari ed è famoso per i suoi alberi di susine giapponesi che si colorano di rosa, rosso e marrone quando fioriscono.

Quali orari osservano i giardini giapponesi?

I giardini giapponesi osservano generalmente l’orario continuato, ma lo stesso può subire alcune variazioni nella stagione autunno-inverno e primavera-estate.

L’ingresso ai giardini giapponesi è gratuito o a pagamento?

Per visitare i giardini giapponesi, è indispensabile pagare un biglietto d’ingresso il cui importo è variabile.

Ciascuno applica, difatti, una tariffa diversa con possibili sconti per over 65 e ragazzi.

Alcuni giardini possono, inoltre, accogliere un numero limitato di persone e in tal caso è indispensabile prenotare con largo anticipo la propria visita.

È possibile realizzare un giardino giapponese a casa propria?

Per ricreare a casa propria un giardino giapponese sono indispensabili acqua, piante, rocce e sabbia.

L’acqua può presentarsi sotto forma di piccolo lago, mentre le piante sempreverdi devono avere foglie piccole e fiori dai colori tenui (bianco, rosa, arancione chiaro).

Le rocce possono, invece, essere posizionate nei pressi del corso d’acqua e/o lungo i sentieri.

La sabbia può essere utilizzata lungo la strada che conduce al laghetto e quest’ultimo può essere dotato, in caso di ampi spazi, di un ponte in legno.

Ci sono giardini giapponesi da visitare al di fuori del Giappone?

Ci sono incantevoli giardini giapponesi al di fuori del Paese e tra questi il giardino di Portland (Oregon), Kaiserslautern (Germania), Huntington (California), Seattle, Montecarlo, Cowra (Australia), Roma e San Francisco.

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