Come Funziona La Scuola In Giappone?

Il Giappone propone delle diverse tipologie di eccellenze in diversi ambiti, e uno di questi è sicuramente quello scolastico.

La scuola giapponese, soprattutto gli istituti più importanti, cercano di offrire più competenze possibili ai propri studenti, educando anche alla competizione e alla perfezione in molteplici discipline.

Perciò, viene da chiedersi come funziona la scuola in Giappone.

L’istruzione nipponica è da secoli molto attenta sia alla disciplina, sia all’insegnamento delle materie più importanti per entrare finalmente nel sistema lavorativo più competitivo sul mercato.

La scuola dell’obbligo va dai sei a quindici anni, tutti molto intensi e in un certo senso duri.

Ecco perché sin da bambini, i ragazzi vengono mandati spesso, dopo la scuola, a ripetizioni continue per arrivare alle lezioni del giorno dopo sempre pronti e preparati.

Il sistema scolastico, talvolta, può essere molto rigido e austero fino a non far godere una piacevole vita sociale i ragazzi giapponesi, ma in compenso esso è uno dei più concreti ed efficaci al mondo per preparare uomini e donne del futuro davvero competenti e geniali in molte discipline.

Il tasso di istruzione in Giappone è del 99 %, stabilendo così uno dei livelli di alfabetizzazione più alti al mondo, per questo è davvero significativo e interessante conoscere come funziona ed è strutturata la scuola giapponese.

Si riconosce spesso, anche nell’immaginario collettivo, l’importanza alla cultura nipponica.

Il Paese è la patria, ad esempio, della tecnologia e le aziende locali hanno spesso sviluppato soluzioni che poi vengono diffuse in tutto il mondo.

Questo è certamente merito di una istruzione scolastica che offre non solo conoscenza ed educazione, ma pure dedizione al lavoro, impegno, rispetto e metodo.


L’asilo In Giappone

L'asilo In Giappone

Prima della scuola dell’obbligo, in Giappone esiste un ciclo importante per introdurre i bambini finalmente alla vita scolastica, ossia l’asilo.

Questa fase va dai tre ai sei anni di età, prima di iniziare la vera e propria scuola.

In questi anni i bambini e le bambine giapponesi hanno modo di prendere confidenza con i libri e i giochi, ma anche di socializzare tra loro.

Spesso, gli stessi libri e i racconti vengono presi come dei “giocattoli”, poiché gli insegnanti tendono spesso a raccontare storie e rappresentarle agli stessi bambini.

Ogni classe ha infatti una propria area di lettura, una sorta di “biblioteca” in miniatura, per permettere a tutti di prendere dei libri e delle illustrazioni da sfogliare e magari anche colorare.

Negli Yōchien giapponesi (gli asili), comunque, i tempi di studio e di gioco sono ben differenziati, poiché ci devono essere delle ore dedite alla lettura, alternate a delle ore di gioco condiviso e libero, con infine delle ore di ricreazione.

Sia i bambini, sia le bambine hanno inoltre una uniforme che da una parte li differenzia, ma sotto un altro aspetto li rende consapevoli di essere all’interno di una struttura diversa dalla loro casa e meritevole di rispetto.

E’ bene specificare che in Giappone, la scuola materna non è obbligatoria, ma la maggior parte delle famiglie tiene molto a mandare i propri figli all’asilo, per cominciare ad educarli al mondo e alla conoscenza della propria lingua.


Scuola Elementare e Scuola Media in Giappone

Bambini delle elementari Giappone in Gita

Dalla scuola elementare ai due cicli di scuola media chūgakkō e kōtōgakkō.

Dai sei ai dodici anni i bambini affrontano la shōgakkō, ossia la scuola elementare.

Anche qui i giovani ragazzi affrontano le discipline più importanti e le lingue, con anche attività musicali, fisiche e ricreative.

Questa prima fase corrisponde ai primi sei anni di formazione obbligatoria e soprattutto gratuita, poiché in questi anni di studio tutto il materiale formativo viene dato dallo Stato, il quale non richiede alle famiglie tasse ulteriori da pagare.

Solitamente i gruppi dei bambini che vanno a comporre le classi sono molto numerosi, arrivando anche a un massimo di quaranta ragazzini per gruppo.

Tale numero non deve spaventare poichè gli insegnanti vengono formati in modo adeguato a mantenere l’ordine anche di classi più numerose rispetto a quelle in cui siamo abituati noi in Italia.

I bambini vengono educati dai maestri, inoltre, a pulire sia le stanze in cui si affrontano le lezioni, sia il giardino in cui fanno ricreazione.

Anche il momento della mensa è molto importante, poiché il cibo viene direttamente servito dai ragazzi a turno, come una vera e propria mensa condivisa.

Dai dodici ai quindici anni subentra un’altra fase scolastica chiamata chūgakkō, il livello di media inferiore.

In questo periodo, i ragazzini imparano la lingua inglese, con anche la possibilità di fare anche le prime gite formative, fuori dal territorio di studio.

Invece, dai quindici anni ai diciotto inizia un’altra fase, definita kōtōgakkō, ossia la seconda fase di media superiore.

Qui le materie vengono affrontate in modo più complesso e specialistico, con un aumento del numero di ore a scuola.

Successivamente a questi importanti anni di scuola dell’obbligo e di semi specializzazione, gli studenti dovranno scegliere, all’età di diciotto anni, tra due percorsi: la prima scelta potrebbe corrispondere alla daigaku, ossia la celebre università collegiale giapponese, mentre la seconda opzione è quella di una scuola professionale tecnica, definita senmongakkō.

La durata di questi percorsi di studio vanno dai due ai quattro anni.

Bambini della Scuola Primaria in Divisa Giappone

Il Sistema Universitario In Giappone

Il college giapponese è un luogo molto selettivo e competitivo.

In Giappone chi vuole proseguire gli studi universitari deve studiare molto e prepararsi per poter accedere agli esami di ammissione universitari.

Una statistica stabilisce che in media solo il 52% dei ragazzi supera gli esami di ammissione all’università.

I corsi universitari delle facoltà hanno di solito una durata di quattro anni, con sessione di esami dal mese di aprile al mese di marzo successivo.

L’aspetto davvero interessante e talvolta ambiguo, è che, in Giappone, come esistono difficili esami di ammissione, non esistono esami di uscita.

Perciò, la discussione della laurea finale non esiste.

Durante questa fase scolastica, i test delle materie sono principalmente scritti, poiché gli orali sono molto rari.

La mancanza di un esame finale è come fosse un premio rilasciato allo studente per la fatica e la bravura che lui stesso ha avuto nell’entrare nel percorso scolastico desiderato riuscendolo a portarlo fino in fondo.

Le possibilità di scegliere la tipologia di università sono due: in una, gli studenti possono accedere alla laurea di primo livello della durata dei quattro anni canonici (corrispondenti all’università triennale italiana), con poi la possibilità di proseguire con dei master specializzanti o dottorati costosi.

L’altra opzione è quella di seguire dei corsi di due anni per poi provare a subentrare al più presto nel mondo lavorativo, ma con le giuste competenze.

Un altro dato importante è che dopo gli studi universitari, quasi il 98% dei neolaureati riesce a trovare lavoro nelle aziende e questo rende quindi il Paese del Sol Levante uno dei più produttivi al mondo.

Il motivo risiede nel fatto che gli studi fin dal principio sono orientati a prepare gli studenti al mondo del lavoro.

Le famiglie giapponesi, inoltre, tengono molto alla reputazione del curriculum scolastico dei propri figli, perciò sono molto più improntate ad iscrivere i propri ragazzi in scuole private e con nomi molto rinomati (come ad esempio l’Università di Tokyo o quella di Kyoto).


Che Cosa Sono Le Juku?

Esistono nel Paese del Sol Levante una sorta di scuole speciali in cui mettono a disposizione dei corsi per prepararsi agli esami di ammissione e soprattutto per consolidare le conoscenze dei ragazzi.

I corsi si tengono maggiormente alla sera, dopo ovviamente le lezioni tenute a scuola.

La particolarità di queste scuole di potenziamento, a pagamento e private, è che sono frequentate non solo da ragazzi delle superiori e da studenti che devono passare i test all’università, ma sono anche aperti a bambini delle elementari, per permettere loro di arrivare ai test di ammissione futuri più preparati possibili.

Queto senso di lungimiranza da un lato porta sicuramente i suoi frutti, ma dall’altro impone una disciplina molto rigida e netta fin dalla giovanissima età, privando spesso i bambini dei loro spazi, tipici invece della cultura del mondo occidentale.

Se in Europa, ad esempio, un bambino quando rincasa da scuola può dedicare del tempo al gioco e allo svago, il suo collega nipponico, si rigetta nuovamente nello studio, affrontando appunto le juku o altri corsi preparatori (ad esempio delle “ripetizioni” per trovarsi meglio preparati nei giorni seguenti).


Come Sono Strutturati Gli Esami In Giappone

Il Giappone è stato definito ufficialmente “l’inferno degli esami” (shiken jigoku) e questo già fa comprendere molto in merito al sistema scolastico giapponese.

Quando uno studente sale di livello accedendo alla classe o facoltà successiva, deve affrontare degli esami obbligatori.

Sin dal secondo ciclo delle medie superiori, bisogna affrontare dei test molto difficili e selettivi, ecco che in questo caso sono molto importanti le scuole private juku, che offrono anche corsi fino alle ore undici di sera.

Ovviamente tutte le scuole private e rinomate hanno questa modalità di entrata, mentre quelle pubbliche sono libere, ma considerate meno prestigiose e quindi non prese in considerazione dalla maggior parte delle famiglie giapponesi.

Perciò nel grande Paese nipponico, il difficile è entrare nelle scuole e non l’uscire.

Durante gli anni di studio, all’interno delle facoltà, gli esami sono scritti e non orali, con sicuramente un’altra struttura meno complessa rispetto ai test di ammissione.

Ad esempio, all’università non esiste la tesi di laurea: una volta terminati gli esami e ottenuti i crediti necessari, si ottiene il titolo in automatico.

Sebbene, dopo le superiori, poco più del 70% degli studenti manifesta la volontà di entrare in un college, non tutti riescono a superare i test di ammissione.

La percentuale interessata, in questo caso, sfiora il 50% del totale.

Tutti gli altri, soprattutto dopo il liceo, cercano subito lavoro, oppure affrontano corsi professionali più specializzati.


Curiosità Della Scuola Giapponese: Usi E Costumi

Divise Scolastiche femminili Giappone

Una delle caratteristiche della scuola giapponese è sicuramente l’utilizzo delle celebri uniformi seifuku.

Soprattutto dalle medie fino all’università, ma anche già in alcuni asili, ai ragazzi e alle ragazze è chiesto di indossare delle uniformi specifiche.

Per i ragazzi si tratta di vestire con giacca, pantaloni lunghi, solitamente di colore nero o blu scuro, con camicia chiara e cravatta.

Le ragazze, invece, usano sempre una giacca con camicia e cravattino, con una gonna a pieghe appena sopra il ginocchio.

Entrambe le divise ricordano molto l’uniforme militare “alla marinaretta”, per ricordare un senso di disciplina e ordine all’interno di una istituzione, come la scuola.

Il messaggio che sta dietro alle uniformi vuole invitare ad avere rispetto per gli altri e per i luoghi non essendo a casa propria.

Fin dalla giovane età la cultura giapponese inizia il suo corso, formando l’allievo per la vita.

La scuola giapponese diviene non solo luogo di cultura, ma anche luogo di apprendimento alla vita.

Un’altra cosa fondamentale dei nipponici è che oltre agli studi giornalieri, i ragazzi e le ragazze fanno anche delle attività extra curricolari, partecipando a corsi di musica, di pittura, e soprattutto praticano molteplici attività sportive.

Per i giapponesi, la perfezione si raggiunge imparando moltissime discipline, soprattutto eccellendo in tutti quegli hobby fuori dalla scuola.

Questo è sicuramente un tratto distintivo della cultura nipponica, la quale porta i ragazzi ad alzare sempre il loro livello di valore personale e intellettuale.

Ovviamente, queste scelte hanno dei pro e contro, poiché spesso non permettono ai ragazzi e alle ragazze di avere una propria vita privata e soprattutto sociale.

Il Ministero dell’Istruzione giapponese propone poi molteplici attività e festival legate alla scuola, organizzando direttamente dentro l’istituto numerosi gruppi o club sportivi, artistici, interessati alle scienze naturali e anche culinarie.

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